Ci sono luoghi che possiedono l’odore e il suono della storia.
E che, dopo i nostri Riverberi, custodiscono nuova meraviglia. Plasmata dal dialogo a tratti armonico, a tratti stentoreo, tra un pianoforte,
un clarinetto basso e una viola. In una quiete sospesa tra platea e palchi. Tre voci, tre percorsi che si incontrano: Marco Colonna, con la profondità timbrica del suo clarinetto basso; Lucian Ban, pianista capace di fondere le ombre della Mitteleuropa con l’energia del jazz newyorkese; e Mat Maneri,
viola di confine, visionaria e vibrante. Insieme hanno dato vita a un concerto che non è stato solo musica, ma dialogo tra mondi, un’esperienza
di ascolto in cui la storia del teatro si intreccia al respiro dell’improvvisazione contemporanea. Il Teatro Comunale di Penna San Giovanni, rinato
nel 2025, ha accolto questo incontro come un segno: la conferma che la cultura, quando torna a vivere nei suoi luoghi più antichi, non si limita
a ricordare ma crea nuova memoria.