La nostra storia

Entrare nel Teatro Comunale di Penna San Giovanni significa varcare la soglia di oltre due secoli di arte, passione e comunità.

Tra le sue pareti lignee si respira la dedizione di generazioni che hanno voluto preservare questo piccolo capolavoro architettonico, simbolo di identità e cultura per l’intero borgo. La sua storia è quella di un teatro nato dal desiderio collettivo di bellezza, sopravvissuto al tempo, all’abbandono e ai terremoti, e oggi tornato a splendere come uno dei più preziosi teatri storici delle Marche.

Le origini di un gioiello del Settecento

Nel cuore del borgo di Penna San Giovanni sorge uno dei più antichi e raffinati teatri storici delle Marche.
Il Teatro Comunale nacque intorno al 1780, quando la comunità pennese decise di dotarsi di un proprio spazio per le arti sceniche, trasformando la sala delle adunanze dell’antico Palazzo dei Priori in un elegante teatro in stile barocco.
L’iniziativa fu promossa dai cittadini, e in particolare da dieci famiglie locali, che sostennero le spese di costruzione e conservarono a lungo i diritti di proprietà sui palchetti, a testimonianza del forte legame tra pubblico e privato nella vita culturale del borgo.

L’impronta di Antonio Liozzi

Il progetto e le decorazioni furono affidati al pittore pennese Antonio Liozzi, artista di formazione romana, allievo di Marco Benefial.
Liozzi realizzò un autentico capolavoro di equilibrio e grazia: una sala interamente in legno, con due ordini di palchi sorretti da colonne sottili, balaustre ornate da motivi floreali e una volta dipinta con figure allegoriche e giochi prospettici che conferiscono profondità e movimento.
Il risultato è un teatro di straordinaria armonia acustica e visiva, un piccolo scrigno d’arte capace di unire eleganza architettonica e intimità scenica.

Dal fervore ottocentesco al silenzio del dopoguerra

Per tutto l’Ottocento e la prima metà del Novecento, il Teatro Comunale fu un luogo di vita sociale e di spettacolo.
Si sa che nel 1805 vi fu rappresentata l’opera Il Gionata del compositore marchigiano Filippo Cartocci, e che negli anni Trenta il teatro fu adibito a sala cinematografica.
Durante la Seconda guerra mondiale ospitò spettacoli e feste di comunità, ma nel dopoguerra cominciò un lento declino: l’edificio, divenuto inagibile, fu chiuso e utilizzato come deposito comunale, rimanendo in stato di abbandono per decenni.

Il grande restauro del Novecento

Solo negli anni Settanta l’Amministrazione Comunale comprese il valore storico e artistico del teatro, avviando un ambizioso progetto di restauro sotto la guida del sindaco Fernando Quinti e del vicesindaco Alberto Vitali.
Il lavoro coinvolse maestranze locali e restauratori, tra cui Patrizia Antinori, Maria Pia Topa ed Elisabetta Vinciguerra per le pitture, e l’ebanista Sergio Tombesi per le parti lignee.
Fondamentale fu anche il contributo tecnico dell’Opificio delle Pietre Dure di Firenze, che analizzò i materiali originali per restituire fedelmente le decorazioni.
Dopo anni di impegno e dedizione, il 22 dicembre 1991 il Teatro Comunale riaprì le sue porte, tornando a essere un punto di riferimento per la cultura marchigiana.

Un teatro che vive nel presente

Dalla sua rinascita, il teatro ha ospitato concerti, spettacoli teatrali, eventi culturali e cerimonie civili, accogliendo artisti locali e compagnie internazionali.
Nel 2010 divenne set cinematografico per un film dedicato a Farinelli, mentre nel 2018 ospitò gli attori del Globe Theatre di Roma, in due spettacoli voluti da Gigi Proietti.
Nonostante i danni minori subiti dal sisma del 2016, l’attività non si è mai fermata, continuando a offrire una ricca programmazione di eventi musicali, teatrali e formativi.
Nel 2021, in occasione del trentennale della riapertura, una grande festa celebrò la storia e il futuro del teatro, simbolo di memoria e rinascita per tutta la comunità.

Il nuovo volto del Teatro

Tra il 2020 e il 2025, grazie ai fondi regionali e al sostegno di enti e professionisti, il Teatro Comunale è stato oggetto di una nuova grande ristrutturazione.
Gli interventi hanno migliorato la sicurezza, aggiornato impianti e tecnologie sceniche, rinnovato poltrone e tendaggi e installato illuminazioni a basso impatto, sempre nel pieno rispetto delle decorazioni originali.
Il 29 marzo 2025 il teatro è stato ufficialmente riconsegnato alla cittadinanza, pronto ad accogliere nuove stagioni di arte e cultura.